Vi parlo un po' di me..

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Vivo in un mondo tutto mio, perennemente in bilico fra sogno e realtà. Non seguo regole convenzionali, ma solo quelle dettate dal mio cuore. Adoro i miei amici. Temo la razionalità, specialmente quando soffoca la magia. Amo bere, mangiare, dormire, ascoltare musica (non sempre in questo ordine). Sono piena di contraddizioni. Ho paura della solitudine. Non mi interessa apparire e non mi importa cosa pensa di me chi non mi conosce. Non giudico e non sopporto chi lo fa. Sono diffidente, ma se mi fido.. mi fido. Ho provato un vuoto incolmabile ed un amore tanto profondo che ha rivoluzionato la scala dei miei sentimenti. Sono attratta dalle stranezze e dalle differenze. Cerco di vivere il più possibile, ma a volte mi prendo delle lunghe pause. Mi piacciono i capelli spettinati, le persone passionali e un po’ folli. Sono pigra, dolce, un po’ matta e sempre alla ricerca di un po' di equilibrio, ma soprattutto del grande amore.

mercoledì 20 febbraio 2008

I nuovi colleghi..

Ieri sera sono stata ad un aperitivo con i nuovi colleghi. Praticamente da quando lavoro lì è la seconda uscita serale a cui partecipo, dopo la cena di natale e qualche pranzo lungo.

Che dire.. dopo tre mesi che li conosco posso permettermi di esprimere un giudizio.. che poi non è molto diverso da quello che pensavo dopo una settimana di lavoro.. sono tutti matti! Non ce n’è uno che si salva. Maleducati, indifferenti, arrivisti, non mi fido di nessuno di loro.. però alla fine son simpatici. Oggi dopo mezzora di risate, mi è venuto il mal di pancia.. (dal ridere!!) e mi sto affezionando a quel gruppo di stronzi..

La prima regola che ho imparato lavorando lì, che poi, a questo punto credo faccia parte della policy aziendale, è che dopo aver ricevuto una telefonata, quando si attacca il ricevitore si deve imprecare. I colleghi non sembrano molto rispettosi delle regole, ma per questa fanno un’eccezione e il capo da sempre il buon esempio e sforna quotidianamente una serie d’insulti, dal più classico “vaffa” o “str..o” a “questo proprio non capisce un ca..o” o “è un “rincogli….o”, poi ci sono quelli più originali “se lo vedo gli mollo un calcio nel c..o”, “africa” (se si tratta di meridionali), “ghe post per tuch” (c’è posto per tutti). Pensate che ha concluso con un insulto anche tutte le telefonate ricevute per gli auguri di natale. Potrei dirne tante, ma mi trattengo perché se dovesse mai leggere questo post non mi rinnoverebbe il contratto.

Oltre al capo siamo in dieci, sei uomini (e che uomini) e quattro donne. Partiamo dagli uomini..
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Ho deciso di togliere i commenti sui singoli colleghi.. almeno fino a quando non mi rinnovano il contratto.. ;)
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Una gabbia di matti, però ultimamente mi sto divertendo..

1 commento:

Leo ha detto...

Se i tuoi colleghi leggono questo post, altro che rinnovo, ti mettono in ginocchio sui ceci!

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