Vi parlo un po' di me..

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Vivo in un mondo tutto mio, perennemente in bilico fra sogno e realtà. Non seguo regole convenzionali, ma solo quelle dettate dal mio cuore. Adoro i miei amici. Temo la razionalità, specialmente quando soffoca la magia. Amo bere, mangiare, dormire, ascoltare musica (non sempre in questo ordine). Sono piena di contraddizioni. Ho paura della solitudine. Non mi interessa apparire e non mi importa cosa pensa di me chi non mi conosce. Non giudico e non sopporto chi lo fa. Sono diffidente, ma se mi fido.. mi fido. Ho provato un vuoto incolmabile ed un amore tanto profondo che ha rivoluzionato la scala dei miei sentimenti. Sono attratta dalle stranezze e dalle differenze. Cerco di vivere il più possibile, ma a volte mi prendo delle lunghe pause. Mi piacciono i capelli spettinati, le persone passionali e un po’ folli. Sono pigra, dolce, un po’ matta e sempre alla ricerca di un po' di equilibrio, ma soprattutto del grande amore.

sabato 20 febbraio 2010

Senza parole..

"C’era una pioggia di gocce sottili, gesti ubriachi e sguardi gentili
Circoli strani, centri sociali, pensieri scottanti ed irrazionali,
Spuntini di notte, giochi d’”azzardo”, ristoranti romani ed un greco-sardo,
I parchi, le rane, chitarre scordate, canzoni sconnesse senza grazia intonate,
Litigi infantili.. ma che bello “far pace”, se ci vogliam bene tutto il resto poi tace,
Uffici ridenti, riunioni mancate, lettere lunghe ed appassionate,
Pranzetti segreti sfiorando le mani, fuggendo i colleghi, gli amici ed i nani,
Serate romantiche, serate ribelli, abbracci dolcissimi, curiosi bordelli,
Strade, superstrade, autostrade e stradoni, cenette inventate con piada e cassoni,
Con sughi grassissimi, in cento più modi, con vini, con dolci, filetti e anche i brodi,
E il caso Scafroglia, e i filmoni affittati, da guardarsi sempre super-appiccicati,
Tra coccole, baci, manine e carezze, tra freddi piedini e infinite dolcezze,
Scherzetti, risate, mattine assonnate, Canguri e Cicogne che attendon l’estate,
Poltrone che han visto orma mille invenzioni, e che ormai conoscon tutte le “posizioni”,
Ma attenzione anche a Renzo, quando arriva non si sa, tu mettiti giù giusto e nascondi l’ala là,
Se gli rubi la macchina ma non glielo dici, lui ti segue imperterrito insieme ai suoi amici.

C’è un posto bellissimo, si trova in Toscana, ma quando lo trovi non suonar la campana,
Prova magari con il campanello, ma tanto non sentono: tu apri il cancello,
Ci sono cavalli, cani, gatti e galline, paesaggi incredibili tra verdi colline,
Viottoli bui, tornanti stregati, Coccotripponi e camerieri fumati,
Vecchietti impacciati con gli attaccapanni, per posare un cappello ci voglion tre anni,
Chi c’è stato lo sa, e ne ha viste di belle, si è anche comprato una giacca di pelle,
C’è stato anche un altro viaggetto col treno (città raggiungibile con un pieno di fieno),
Si mangia aragosta, si gioca alla palla, poi ci si rotola restando a galla,
Si guardan le stelle tra scogli imboscati, sempre un po’ storti e fra noi accoccolati,
E così anche ai pranzetti, all’Harmony o al Gulp (e a desso chi riesce a far rima con “Gulp”???,
Direi di cambiare, mi sa che mi tocca, alcune parole di ‘sta filastrocca),
Così come al Saxophone, al Baia o al Re Artù, noi sempre attaccati.. pipipi e cucucù,
Noi così duri e con gli altri scazzati, insieme l’un l’altro sembravam tramutati,
Noi sempre vicini, sdolcinati, e appiccicosi, Noi sempre languidi, amorevoli, leziosi,
Noi svenevoli, Noi caldi, Noi affettuosi, Noi carini, Noi leggiadri, Noi perfino un po’ “stufosi”,
Noi complici insaziabili, zuccherini e premurosi, Noi leggeri, Noi melensi, Noi così caramellosi.

C’è stata Bologna, la neve ed il mare, un brutto incidente da dimenticare,
La mitica Visa e un palo centrato, e un Angelo Biondo che poi mi ha aiutato,
Massaggi sul collo, cerotti nel petto, e tante dormite in quel piccolo letto,
Scattini nel sonno, risate e dispetti, simpatiche sveglie tra baci e calcetti,
L’effetto neon, la disperazione… che alzarsi al mattino è una maledizione,
Timbrare l’entrata entro le nove e dieci, è forse più assurdo dei filosofi Greci,
La vasca schiumosa e i lunghi bagnoni, la musica in bagno e le suggestioni,
Filtrate dai sensi, dalle palpitazioni, dal mondo di fiaba, dalle trepidazioni,
Da gioia, da impeto, e dal batticuore, odori di fragola, odori di more,
e poi dall’incenso, che tutto avvolgeva, ma che ho smesso di usare perché a te non piaceva,
Dai fiori policromi, dei tuoi tulipani, cresciuti con cura fra le tue dolci mani,
I rossi, gli azzurri, i rosa ed i viola, Modena, Rimini e Casei Girola,
Verdi, purpurei, malva e turchini, suona la Skidsoplastix, canta Camerini,
Vinicio, la Banda, i Modena, le Tarante, e poi mille canzoni, e ancora altrettante,
Canzoni normali, canzoni scoppiate, canzoni tristissime, canzoni allucinate,
Alcune le hai amate, altre non le sopporti, W i Tre Allegri Ragazzi Morti.

Ma quante emozioni? E felicità? Tanta! Se vai alla Pagoda c’è un pesce che canta,
Al Gulp ancora oggi lavora un cameriere, se gli fischi “Merry Christmas” a lui fa piacere,
I Litfiba, le gocce, Morgana e anche Tex, la serata all’Alcatraz insieme al tuo “ex”,
La Ba che sapeva, Dominici no, e lì un bel casino, che di più non si può,
Occhiate infinite, lunghi ragionamenti, discorsi, viaggioni, folli idee e pentimenti,
Il piccolo Manu osservava il cammino, del nostro universo così “clandestino”,
Di quel nostro immenso e anche piccolo mondo, che lento continua a girar sempre in tondo,
Il nostro villaggio, il nostro deserto, il più favoloso e maestoso concerto,
Durato un secondo, durato una vita, durato il sol tempo di uno schiocco di dita,
Ed emerge di tutto… e oggi affiorano ancora, pensieri che approdano dalla prima ora,
Che partono, tornano, si avvolgono insieme, il cuore sobbalza, il cervello un po’ geme,
E quanti ricordi a volte paion smarriti, ma improvvisi riemergono come geyser impazziti?
Ma più che le enormi vicende vissute, son le rose mai colte o appena cresciute,
Sono gli antichi pensieri, i dettagli abbozzati, che posson tornare rabbiosi e agitati,
Che spesso fan male, che proclaman vendetta, che ti squarciano il cuore nella tua cameretta,
Che ti strazian lo stomaco, e un po’ più sù e un po’ più giù, ma di cui non vorresti privarti mai più."

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