Vi parlo un po' di me..

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Vivo in un mondo tutto mio, perennemente in bilico fra sogno e realtà. Non seguo regole convenzionali, ma solo quelle dettate dal mio cuore. Adoro i miei amici. Temo la razionalità, specialmente quando soffoca la magia. Amo bere, mangiare, dormire, ascoltare musica (non sempre in questo ordine). Sono piena di contraddizioni. Ho paura della solitudine. Non mi interessa apparire e non mi importa cosa pensa di me chi non mi conosce. Non giudico e non sopporto chi lo fa. Sono diffidente, ma se mi fido.. mi fido. Ho provato un vuoto incolmabile ed un amore tanto profondo che ha rivoluzionato la scala dei miei sentimenti. Sono attratta dalle stranezze e dalle differenze. Cerco di vivere il più possibile, ma a volte mi prendo delle lunghe pause. Mi piacciono i capelli spettinati, le persone passionali e un po’ folli. Sono pigra, dolce, un po’ matta e sempre alla ricerca di un po' di equilibrio, ma soprattutto del grande amore.

domenica 17 agosto 2008

Poche cose per il tuo viaggio

Ieri sera, o per meglio dire stamattina, ho finito di leggere “Poche cose per il tuo viaggio”, un libro di Katrina Kittle.
La storia parla di un grande, grandissimo amore fra due uomini, uno di questi malato di AIDS. Parla delle difficoltà, dei pregiudizi, della diffidenza, della cattiveria delle persone, dello strazio della malattia, ma soprattutto parla d’amore e di dolcezza, racconta di quanto sia stupido perdere tempo ad odiare, a rimuginare, a giudicare. Fa riflettere su quanto possa essere breve la vita e quali siano le poche cose veramente importanti.

E’ un libro per tutti, per chi ha ancora qualche pregiudizio, e per chi, come me, non ne ha mai avuti.. pensate che me l’ha consigliato mia zia che ha 80 anni.

La storia certamente è triste, ma a tratti è anche molto brillante, e a mio parere è uno di quei libri che può insegnare qualcosa, o almeno farci riflettere..
Provare per credere!

6 commenti:

digito ergo sum ha detto...

È un libro che parla della vita. Perché, il denominatore comune di molta gente, è "pensa male degli altri", piuttosto che "fa in modo che si parli bene di te". Det's laif.

Na Bruta Banda ha detto...

Quindi l'hai letto anche tu? piaciuto??

digito ergo sum ha detto...

l'ho letto. su consiglio di un amico. non mi è dispiaciuto ma, sai, in fatto di letteratura sono un crapone... sono un divoratore di saggi e di libri di storia... cosa vuoi farci... ognuno ha le sue tare ;-)

Na Bruta Banda ha detto...

Digitino, non fare il modesto!

Anonimo ha detto...

la trama mi attira... me lo presti? magari trovo una traccia per capire chi sai tu... PS: stasera allora lo vedo.... :)
Deb

Anonimo ha detto...

Cerco da anni una copia di questo libro.. qualcuno di voi sa dove posso trovarla

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